sabato 30 luglio 2011

MY DREAM

BASTRACONE


uomo grosso e forzuto; tralasciato nel vestire e nel comportamento.

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1 Ti senti escluso e muori dalla voglia di entrare? Sei un cliché del marketing. 2 Non essere troppo attivo o farai la figura di chi balla prima dell’inizio della festa. 3 MySpace era per gli artisti, Facebook per gli studenti, G+ per chi non ha niente da fare. 4 “Cerchia” è già candidata come parola più ridicola del decennio. 5 Se non sai neanche di cosa stiamo parlando, sei ancora alla versione beta di te stesso.

LA PERNICIOSA E CONFORMISTICA PRUDENZA - FABIO PICCHI


L’ora della nascita che ti accoglie nel mondo sostituendo generanti ventri materni torna ogni mattina nei letti che ci accolgono tutte le sere rendendoci giorno dopo giorno teoricamente rigenerati alla vita.

Letti che dall’incontro dei generi al più rifocillante dei sonni ci predispongono alla frequentazione di sogni.

Letti, giacigli, amache, cuccette, divani e comode poltrone, e tutto ciò che ci può fare alzare gli occhi al cielo in notturni bui, devono almeno una volta l’anno essere decontestualizzati per sorprendenti avventure.

Sì, datemi retta, sono in una fase da Quinto potere, vorrei urlare al mondo intero: dormite meglio e fate della vostra ora notturna l’ora della rinascita.

Spostate i letti in terrazze e terrazzini, nei giardini, sui tetti, portateli lontano dalle quattro mura delle vostre camere, portate in vacanza i vostri sogni alzando lo sguardo al cielo stellato e col naso distratto dal piretro vi concentrerete sulle lune o sul sempre commovente brillare latteo.

Altra vita vi apparirà con i suoi notturni rumori ed umori, altri sogni vi accompagneranno fino alle augurabili fresche albe estive.

Avrete respirato aria nuova, lontani per qualche ora da miasmi che alle volte sovrastano le nostre inquinate città come i nostri inquinati e sovrappopolati pensieri.

Fatevi, al risveglio o subito dopo, una zuppa di latte e pane mangiandola rigorosamente con un cucchiaio con il quale avrete aggiunto non meno di due abbondanti dosi di zucchero, riavvicinandovi così alla ritrovata dolcezza del latte materno, ignorando la perniciosa e conformistica prudenza che vi tiene lontani dalla sua assunzione giornaliera.

Vi alzerete felici e, fatta la prima colazione, carichi di energia potrete così raggiungere a piedi qualsiasi luogo e misteriosamente rimarrete di buon umore tutto il giorno.

Non so se potrete ripetere quel che avete fatto per una seconda notte, ma la più piccola delle vostre vacanze con l’aiuto di pipistrelli, zanzare e zampironi, con cigolii, fresche lenzuola e comodi cuscini stenterà a lasciarsi cancellare dalla vostra rigenerata memoria.

IL GIOCO DEGLI SPECCHI - ANDREA CAMILLERI


Il commissario Montalbano si tiene costantemente d'occhio. È frastornato dai trasognamenti. Qualcuno gioca ingegnosamente con lui. Misura i passi del commissario. Li indirizza. Li spinge là dove è inutile che vadano: lungo piste che, se sono giuste, si rendono irriconoscibili, si cancellano, o si labirintizzano. Montalbano ha una sua cultura cinematografica. E gli viene in mente il vecchio film 'La signora di Shanghai' di Orson Welles: il torbido noir, con tutti i suoi scombussolamenti, e tutti i suoi illusionismi barocchi. Montalbano entra nel film. E vede se stesso disorientato, dentro la scena finale, nella sala degli specchi di un padiglione del Luna Park. Il prodigio degli specchi altera lo spazio visibile. Si spara. Ma non si capisce se i bersagli sono reali o esito di un gioco di specchi. Un villino, un giro di macchine, una storia d'amore un po' scespiriana, due esplosioni apparentemente insensate, un proiettile senza tracciabile direzione, una coppia di cadaveri, bruciato uno, bestialmente violentato l'altro, entrano nella trama del romanzo. La narrazione si concede focali corte, inquadrature insolite, avanzamenti lentissimi alternati a piani-sequenza vertiginosi. Scorre come un film. Turba e sconvolge, ma non si nega qualche respiro ludico, utile anch'esso alla soluzione del giallo. Persino Catarella ha il suo momento di gloria, alla fine."

UN UOMO IN MARE - BANDABARDO'



Dopo giorni di tempesta il mare piatto si girò
in un blu costaricano mentre il sole si trovò
col cuore in mano
E fu per libero arbitrio e una certa sobrietà
saltò fuori dalla nave in fuga dalla civiltà
UN UOMO IN MARE
UN UOMO IN MARE
Verso la sua libertà
Figlio dell'immensità
UN UOMO IN MARE
Nuota con caparbietà
E la nave se ne va già..

A Nettuno son graditi sacrifici e naufraghi
ma quel giorno fu tradito da commossi brividi
PER L'UOMO IN MARE
UN UOMO IN MARE
Verso la sua libertà
Figlio dell'immensità
UN UOMO IN MARE
Luci e fanfare
Nuota con caparbietà
e la nave se ne va giò
Fuochi e clamore e coriandoli!
Fuochi e clamore e coriandoli!
LA LALLALLA'TRALLALLA'vado dove porterà
la mia forza e la voglia di vivere
LA LALLALLA'TRALLALLA'ma ho qualcosa che non va se mi fermo a pensare..cos'è la libertà?

HOWARD JACOBSON


Lei a chi è più simile?

“Mi chiedono spesso come ho potuto , io così ebreo, creare un personaggio come Treslove , per niente ebreo ma che vorrebbe esser ebreo. La risposta è semplice : Treslove sono io. Ho il suo stesso sentimentalismo , i suoi innamoramenti, le sue paure , le sue domande. I miei genitori erano molto religiosi , io no, ho sempre cercato di capire che cosa fosse veramente l’ebraismo , e sono domande che mi pongo tuttora”

Leggere i suoi romanzi è come prendere un po’ di Woody Allen , di Philip Roth e Mordecai Richler , aggiungere qualche spruzzatina di Wodehouse e mescolare . A chi si sente più vicino?

“Mi diverto a dire che sono più una Jane Austen ebrea che un Philip Roth inglese. In effetti io sono inusuale perché sono un ebreo inglese. E così a differenza di un ebreo americano che ha una sua identità precisa , io sono un doppio outsider: se faccio troppo l’ebreo rischio di non essere abbastanza inglese, se faccio troppo l’inglese di non essere abbastanza ebreo. E’ una questione complicata”

Come una questione di Finkler?

“Appunto. In Inghilterra gli ebrei non hanno mai avuto un ruolo preciso , sono sempre stati in un angolino. Stavano molto quieti , come impauriti. Gli ebrei americani sono stati capaci di influenzare la cultura americana , ma in Inghilterra la cultura è la cultura inglese. C’è poco da fare, anche se le cose stanno cambiando per le nuove generazioni”

Però adesso lei , scrittore ebreo inglese, ha vinto il più importante premio della letteratura inglese

“Infatti, questo ha cambiato il modo in cui mi considerano. Prima dicevano: è molto bravo, ma non vincerà mai un premio, è troppo ebreo, è troppo umoristico o cose del genere. Ora ho centinaia di migliaia di lettori in tutto il mondo e questo mi dà un peso diverso , perché un vero scrittore non scrive per i soldi, ma per essere letto. Finalmente sono uno scrittore felice , e con così tante centinaia di migliaia di lettori”

Lei crede davvero che i peggiori nemici degli ebrei siano gli ebrei?

“Spesso è così. L’antisemitismo più violento viene proprio dagli ebrei, spesso gli ebrei odiano il proprio ebraismo al punto di cambiare il nome , l’identità. Israele poi ha dato loro un nuovo spunto. Possono dire “Sono ebreo ma non approvo Israele”. E’ un po’ quello che racconto anche nel libro quando parlo degli Ebrei Vergognosi , quelle che si vergognano appunto di qualunque cosa faccia Israele”

Si descriva in tre aggettivi

“Sono uno dalle forti certezze e uno dei loro dubbi – che sembrano due opposti – e poi malinconico”

I suoi temi preferiti?


“Sesso ed ebraismo. Qualche volta li mischio, altre volte solo il primo, altre solo il secondo”



Che cosa altro fa di molto ebraico?

“Non ho mai giocato a calcio, però mi piace guardarlo e sono un tifoso del Manchester United , perché è la mia città natale. Non ho mai praticato sport dove c’è contatto fisico. Giocavo a ping-pong e ci ho anche scritto un libro. Mia madre era contenta , perché così stavo al caldo e non prendevo botte”

Peggio di una mamma italiana

“Secondo me sono molto simili. Ogni volta c he vengo in Italia con mia moglie e sediamo all’aperto in una piazza a Roma o a Venezia, o in Umbria, guardiamo le famiglie italiane e ci diciamo: sono proprio come quelle ebree. Amano i bambini , gli piace mangiare bene , stare tutti insieme, non la smettono mai di chiacchierare”

Che cosa ricorda della sera del premio?

“Mia mamma mi ha telefonato e ha detto “Non credo proprio che vincerai questo premio. Non ti guarderò stasera in TV”. Lo diceva perché non voleva che non rimanessi deluso. Così poi l’ho chiamata , ma lei aveva già visto tutto in Tv. E mi ha detto “Sono così contenta. E’ davvero una notizia meravigliosa. Ma ho da fare un reclamo : avevi appena cominciato il tuo discorso e le telecamere sono passate a una nuova notizia appena arrivata , il salvataggio dei minatori cileni. Sono stati sotto terra per due mesi, potevano aspettare altri dieci minuti, così io potevo vedere il tuo discorso per intero”