Visualizzazione post con etichetta Poesie - "La raccolta dell'occhio". Mostra tutti i post
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sabato 5 novembre 2011

BONHEUR DU JOUR


E trovi una vecchia,
anche se è primavera bianca,
tinta di ligustro e cinquefoglie.

Si è raffreddata già
la densità della cioccolata,
come il cadavere dell'ultimo letto.

Sai, c'è un dolore violacciocca,
lo stesso colore dei tuoi tappeti;
temo non potrà mai più essere pervinca.

E oramai la tua espirazione
è la mia inspirazione.

sabato 30 luglio 2011

LE GONNE DI SUE


Chiamo il taxi
e lo faccio camminare
dopo una prima pioggia agostana.

Le luci confondono
l'abito ed il tremore
dell'acqua ai finestrini.

Cerco rifugio
e lo vedo srotolare
nel silenzio dominato da dietro.

Vorrei uno whisky
e le gonne di Sue.
Ma deglutisco il dolore
nella mia antipatica
aria impassibile.

venerdì 8 luglio 2011

NON CI SEI


Torno a casa
e tu non ci sei.

Esco:
Giacomo è vedovo da un mese
e parla.
La birra trasale schiuma spessa
e bianca.
Il buio fuori è un vario puzzle
di neon.

Saluto questi vecchi
e m'incammino
verso dove non ci sei.

sabato 5 marzo 2011

LA BIMBA DELLA VECCHIACCIA


Non lasciatemi al buio,
ho appena sei anni
e poca candela.

Non ho mai avuto
il gioco.
Non ho mai avuto
il caldo.

Ed ora cos'è che
spegne tutto?
perchè tanto dolore?

sabato 26 febbraio 2011

DIETRO LE TRECCE DELL'INDOCINA


Afa e miele,
sabbiata
avvampa.

Ocra tostato
scottato
trasale.

Vedo solo il tuo profilo
sopra il traghetto azzurro.

E dietro te
solo il cielo giallo
e la tue lunghe lunghe trecce.

domenica 20 febbraio 2011

LASCIO VENEZIA


Prendo il mare
mentre la notte
lascia note stellate.

Perdo i silenzi
quando il cògnito
è frantume di salina.

Dimentico le stagioni
per i mie primi minuti
di vita.

sabato 22 gennaio 2011

CONTA LA NOTTE


Doveva nevicare
ed invece
è solo freddo.

Guardo dalla finestra
le parole della vecchia
e mi convinco del nulla.

Conta il giorno
e conta la notte.

sabato 8 gennaio 2011

LA POVERTA' DI CONXA


Le poche cose da mangiare
non hanno lo stesso gusto;
le piene case spartane
non hanno portieri impettiti.

Gusto e vivacità dipendono
dalla cadenza
dalla parsimonia.

Le stesse cose da guardare
non hanno colma meraviglia;
la folla bianca di stelle
non ha una sporca coperta grigia.

Poesia e stupore dipendono
dalla calma
dalla nostalgia.

venerdì 24 dicembre 2010

LA PENSO CON DOLCEZZA


La penso con dolcezza,
col sottofondo di mare
e gli alberi altissimi
che si flettono un poco.

La penso con una mano
sul palmo di Vittoria
ed il frastuono lontano
d'un carico di nuvole.

Solo qualche minuto
di nascosta consapevolezza
per lasciare l'immagine
al tepore dei baci leggeri,
quelli di chi mi vuole bene.

sabato 4 dicembre 2010

LA DECADENZA DELL'INDIFFERENZA


Caro Alberto,
magari fosse come dici tu
e si limitasse all'indifferenza.

Ben per te che non possa vedere
quale evoluzione essa ha avuto.

domenica 7 novembre 2010

IOSEF


La polvere azzurra
sul grembo di Maria
è come l'orizzonte.

Cercasti oltre
e fu l'amore.
Tutto lì.

lunedì 1 novembre 2010

UNA STUPIDA LUSINGA


Ti fai blandire ancora,
vecchio.

Come il piacere che tu
provi ad essere guardata
per strada.

La vanità di una toeletta
ed il colore ocra belletto
non conoscono conoscenza.

Una stupida lusinga
e
tutti i pianeti
fanno il verso
al sole.

sabato 23 ottobre 2010

LEV


Ma cosa t'aspettavi?
che potessi fare davvero
quello che dicevo?

Vedi il mio sguardo duro
e la tana della mia barba,
ascolta l'asprezza
della voce greve.

Il genio cammina
nella leggerezza dei silenzi,
nei sussulti trattenuti
dell'animosita'.

Chiudi quel libro rosso,
amore mio
ch'è di vergogna.

E fammi morire continuando
ad imitare i contadini.

sabato 9 ottobre 2010

BUONANOTTE PROFESSORE


Buonanotte, buonanotte
professore
ti vorrei fra una doccia
e la sabbia.

Sono uscito co' un motore
di fibbia
ed un po' di lacrima in tasca.
Mi piaceva ricordare l'amore...
l'amore
quello che mettevi per ore,
quello che ci faceva sentire
più grandi:
un controllo con dei comandi.

Buonanotte, buonanotte
professore
io l'aspetto fra il muretto
ed il cielo
io l'aspetto sereno e tranquillo
del fatto
che è normale se sono un po' matto.

domenica 12 settembre 2010

MA IN FONDO A CHI PARLO?


Due vecchi che si amano
non dovrebbero morire.
Buon dio, lasciali stare
finchè parlottano ancora
e si tengono per mano.
Finchè c'è luce
perchè tentare di serrare
le tende della loro camera?
Fai fuori me, abbi coraggio
di riconscere il palpito
dalla pallida inerzia.

Sì... ma in fondo a chi parlo?

sabato 4 settembre 2010

UNA COSA PICCOLA MA BUONA


Come fanno a viaggiare paralleli
l'amore
e la tragedia.
Come può morire un bambino
mentre un pasticciere decora una bavarese.

Eppure stasera ci siamo ritrovati assieme,
a piangere, mangiando questa cosa piccola
ma buona.

domenica 28 marzo 2010

CESSO PUBBLICO


Ho affittato un cesso pubblico,
e pago pure
per sopportare
questo puzzo di piscio stantio.
Un quarto di dollaro
per ogni persona che ne esce
intenta a risistemarsi la patta.
E lo pago io.

Devo stare seduto senza rivolgere parola
con qualche illuso libro fra le mani.

Bisogna bere per vedere un po' di bellezza,
stando attenti a non toccarla.

Non mi è permesso altro.

domenica 14 marzo 2010

MEDIOCRE


Quale importanza
potrebbe avere
se tutto poi è così...

La vita avanza
senza baldanza
e ancora va così...

Se poi t'accorgi
con l'esperienza
che siamo tutti lì.

Abbiam creduto
d'avere doti
e invece siamo
mediocri

domenica 21 febbraio 2010

CHELSEA HOTEL


Sì,
come in un film di poco successo
dovrei spogliarmi
e piangere.

Tanto non vedrei null'altro se non l'infinito.

Finalmente senza nulla addosso.
Mai più
la vanità dei desideri futili.

E invece rimango ancora qui
deluso
dall'inganno di una ragazzina
e dalla nostalgia per il Chelsea Hotel.

mercoledì 3 febbraio 2010

SGABELLO


Compagnia e birra,
spruzzi di risa
e conversazione.
Ascoltare interessato
nel sottofondo di vetri
e jazz.

E l'adagio molto cantabile
mi dà respiro e calma.

Ho bisogno di vedere
mangiare con gusto
e bere ridendo.
In fondo ho bisogno
di franchezza.