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giovedì 2 dicembre 2010

PERCHE' CI PIGLIA FAME???


Ad oggi, 28 novembre 2010 siamo in grado di conoscere la posizione precisa di nostra figlia anche se lei non sa ed è distante migliaia di chilometri. Questo incosapevole del fatto che suo padre attraverso google maps riesce a seguirla in tempo reale. Eh, sì... perchè proprio non può immaginare come si porta dietro un ripetitore gps.

Ma questo non c'entra nulla. Perchè io volevo dire un'altra cosa. Dicevo infatti che oggi, 28 novembre 2010 la scienza non ha risposto ad una domanda fondamentale: perchè ci piglia fame? Se io ne conoscessi il motivo magari riuscirei a fare qualcosa di più razionale per togliermi di dosso i maniglioni antipanico che mi porto ai fianchi. Ma questi grandi professoroni, muniti di blackberry e i-phone - rigorosamente 4 -, possono solo darci qualche vaga informazione.
Dicono che potrebbe dipendere da molti fattori, quali la vista di un bel piatto di lasagne o magari del fatto di stare in bella compagnia; oppure solo perchè è l'una, forse perchè si ha appetito.
Bene, i progressi dei nostri ricercatori universitari mi fanno sempre più pensare che forse la Gelmini ha ragione. Perchè spendere tutti questi soldi inutilmente, meglio risparmiare per le trombate del premier (che sono care).
Comunque, siamo arrivati a sapere che i fattori che stimolano l'assunzione di cibo possono essere sociali e ambientali o fisiologici. Tra i fattori sociale e ambientali sono annoverati quelli che ho precedentemente descritto; addirittura Jiang e Hunt nel 1983, approvati poi dalla tesi di De Castro nell'88, arrivano alla questa conclusione: "se abbiamo mangiato da poco tempo, o se il pasto precedente è stato particolarmente abbondante, tendiamo ad operare una compensazione, diminuendo le porzioni di quello corrente". Incredibile!!!! Tuttavia se qualcuno ci prepara da magnare ci sta anche che si finisca comunque tutto quello che ci è stato servito. E ci sta pure che si mangi di più se si è in compagnia (Sempre De Castro, ma nell'89 - un anno di studi è sempre importante -).
Va bè... passiamo ai fattori fisiologici, magari è un po' più interessante.
Pare che la causa principale che ci induce a chiedere il bibe sia una carenza dei livelli di glucosio e degli acidi grassi. In questo caso si parla di glucoprivazione e di lipoprivazione. Seguendo questo filo logico arrivo alla conclusione che io non dovrei MAI avere fame, perchè non sono privato di GLUCO, non sono privato di LIPO! e allora perchè continuo ad avere fame? Forse perchè si è scoperto che i segnali di fame raccolti dal nostro fegato vengono trasmessi al cervello dal nervo VAGO. Voi sapere quant'è vago il mio, o per meglio dire, quant'è rincoglionito. Quello è un nervo innanzitutto e questo va a grande mio discapito. Dovete sapere che la famiglia dei miei nervi è una famiglia di rimbambiniti cronici, tipo una famiglia composta tutta da nonni: immaginatevi la grande fotografia dei miei nervi: tutti vecchi sudici che parlano tra di loro senza capirsi, intendendo fischi per fiaschi, vino per olio. Voi sapere che capisce quel nervo lì, che tra l'altro è pure vago!
Infatti io non mangio mica perchè ho fame; mangio perchè mi piglia 'i nervoso.

domenica 14 novembre 2010

L'ASSUNZIONE DEL CIBO (sarà a tempo determinato o solo uno stage?)


Torno a parlare di fisiologia del comportamento. Molto crudamente mi ricordo che ultimamente avevo parlato del comportamento riproduttivo e di quello nutritivo, in modo specifico, dell'assunzione dei liquidi. Avevo insomma parlato di bere e di trombare. Oggi parlerò invece dell'assunzione di cibo, cioè dello sgrano.
Di certo magnare è importante come le attività di cui ho accennato prima, ed è allo stesso tempo pure parecchio piacevole. Ma è anche un po' più complicato: primo perchè se per bere basta l'acqua e per trombare basta la gnocca, per mangiare ci servono un monte di cose: i carboidrati, i lipidi, gli aminoacidi, le vitamine, i minerali. Detta così non pare proprio il menù dell'ultimo ferragosto: antipastino di piovra con pomodorini e olive nere, carpaccio di salmone marinato al basilico, riso nero di venere al mare mosso, cocktail di gamberetti gratin di Cappesante; qualche primino - ravioli di pasta fresca alla cernia in guazzetto di arselle, risottino del Pescatore - poi, naturalmente i secondi: grigliata mista di gamberoni reali, filetto di branzino pescatrice. Julienne di verdure miste e per finire sorbetto al pompelmo rosa e moscato e mousse ai frutti di bosco.Caffè.Pinot grigio dell'Oltrepo Pavese, acque Minerali e bibite a volontà. Quarantasei euro. Ma a noi interessa sapere quali sono i meccanismi fisiologici che ci conducono ad avere un dato comportamento alimentare! non ci interessa un menù di pesce! (certe volte sono più falso di Giuda Iscariota). Parleremo dunque di metabolismo, di regolazione del peso corporeo, di fattori ambientali che stabiliscono l'inizio e la fine del consumo del cibo e delle strutture neuronali che rilevano lo stato nutrizionale. Poi si parlerà dei disturbi alimentari più gravi: l'obesità o strafogo; l'anoressia nervosa o mania da strafiga.
Oggi parleremo in maniera specifica del metabolismo. Partiamo con il dire che attraverso l'alimentazione assumiamo molecole che in precedenza costituivano parte integrante di organismi viventi: mangiamo robe morte, insomma. Quando azzanniamo le cotolette di agnello certo non pensiamo che prima il povero animale correva spensierato per i prati brucando l'erbetta. E che era nato sgambettando lungamente, belando; non pensiamo che avesse uno sguardo. Ma a noi ce ne importa un cazzo, a noi ci garbano le cotolette a scottadito. Lo facciamo non per crudeltà ma perchè ci serve per preservare la nostra struttura molecolare e per finire a nostra volta divorati da un cannibalismo peggiore di quello fisico. Il cibo è la nostra benzina, senza di quella si fa come quando mi dimentico di fare il pieno: mi fermo. La nostra benzina (anzi, diciamo il nostro gasolio va!) una volta gustata e ingozzata (N.B. STO PARLANDO DI CIBO, CAPITO!) finisce nel tratto digerente, il quale poi fornisce combustibile per le varie attività (discoteca, sesso tantrico, sforzo da defecatio, un po' anche per lavorare). Ma quando ci si sveglia di mattina, se non si è fatto le bestie la sera prima, il tratto digerente è vuoto. E ora come si fa? si va a fare colazione, direte voi. Ma se quella mattina quel disastro di vostra moglie vi ha lasciato con la dispensa vuota? Bene, noi non lo sappiamo, ma abbiamo due riserve nascoste, una a breve termine e un'altra a lungo termine. La prima è costitutita da carboidrati, la seconda da lipidi. Cioè io ho una riservuccia di breve termine ma, ragazzi!, ci ho una riserva di grassino che sembra fatta a Colonnata. D.O.P..
La riserva a breve termine sta nelle cellule del fegato e dei muscoli ed è piena di glicogeno. La riserva a lungo termine è composta da grasso, da tessuto composto di trigliceridi. I trigliceridi contengono glicerolo. Queste cellule possono espandere enormemente il loro volume (ah, ah, ah!, sto stronzo di professore!). Se uno a pancia vuota insiste e non magna succede che finita la scortuccia, il fisico ricorre agli acidi grassi, andando a scindere il glicerolo in glucosio. Perchè come già scrissi tempo fa, tutti possono fare a meno per un po' del glucosio ma non il nostro cervello. Ed ecco il motivo perchè io sono così tanto goloso.

domenica 8 novembre 2009

IL PASSIVO DEL MIO BILANCIO IDRICO


A livello accademico è ormai notorio il dibattito a dir poco aspro che persevera fra i due più grandi luminari in ambito del trattamento delle disfunzionalità renale.
Sembra di aver fatto un passo indietro nella storia, visto che la contesa riguarda le teorie e gli assiomi di scenziati americani e ukraini. Irene Piss, docente all'università di Florian nel Minnesota, è la più grande esperta mondiale di regolazione fisiologica dei liquidi; Irina Lurina, decana ormai dell'Università di Sbobvsk, vanta una lunga esperienza nella sperimentazione del diabete insipido.
La scienziata americana, nel suo ultimo libro "Quando non ti scappa potrsti esserti pisciata addosso", fa un compendio dei proprio studi sulla metodologia che il nostro corpo utilizza per regolare il corretto livello di liquidi all'interno del nostro organismo. Il meccanismo di regolazione è determinato da quattro caratteristiche fondamentali: la variabile di sistema (la caratteristica che deve essere regolata); un livello di riferimento (il valore ottimale della variabile di sistema); un sensore, che rileva il valore assunto dalla variabile di sistema, e un meccanismo di correzione, che riporta la variabile di sistema al livello di riferimento. Nel caso specifico la Dottoressa Piss individua nel livello dei liquidi intracellulari (quelli che stanno dentro le cellule), nel livello dei liquidi intersiziale (quelli che riempiono lo spazio compreso tra gli interstizi delle cellule) e nel livello dei liquidi intravascolare (quelli che si trovano all'interno dei vasi sanguigni)le variabili di sistema ed il livello di riferimento che l'organismo regola per la propria corretta funzionalità. I sensori segnalano la perdita di acqua (che può avvenire attraverso la purulenta sudorazione o attravero la minizione urinatoria); il sistema di correzione attiva l'azione della bevuta (nella gran parte dei casi attraverso l'introduzione di acqua oligominerale ma anche attraverso bibite gassate, birra, vino, the, caffè, brodo vegetale o animale, sperma condensato).
Il meccanismo di sazietà dovrebbe inibire la funzionalità del sensore ma è appurato che in alcuni casi (ad esempio nei casi di alcolismo o di sensazione d'affogamento o nelle amanti viscerali di sesso orale) esso non funzioni bene.
La stessa Dottoressa Piss spesso si lecca le labbra e ti guarda con uno strano bagliore negli occhi.
La Professoressa Lurina d'altronde esplica le sue tesi nel saggio del 2007 "Portati le taniche dietro", un libro che ormai fa parte della didattica di ogni università del mondo e che visceralmente affronta il tema della perdita eccessiva di acqua attraverso il rene. Il paziente affetto da tale malattia può espellere fino a 25 litri di piscio al giorno. Motivo per il quale l'esimia professoressa sta dando seguito alla sua grande opera nel volume che uscirà ormai verso la fine dell'anno, "Forse ci vuole la cisterna". In sintesi la biblografia della Lurina dedica il maggiore spazio all'attività degli ormoni responsabili della quantità di sodio e di acqua espulsi dal nostro organismo: l'aldosterone e la vasopressina. L'Aldosterone, secreto dalla corteccia surrenale, provoca la ritenzione di sodio da parte dei reni. La Vasopressina, prodotta dall'ipofisi posteriore, induce i reni ad espellere un'urina più concentrata, come conseguenza di una maggiore ritenzione idrica.
Il dibattito fra le due contendenti si riduce poi a chi fra le due abbia consigliato per prima che è bene lavarsi le mani dopo aver pisciato.
In Italia, la dottoressa Rosa Lavescica, dell'università di Foligno e Urbino, è ferma nelle sue convinzioni: "quando ho sete bevo, quando mi scappa da pisciare, piscio".
La mia conclusione personale è che ho l'ipofisi impazzita.

domenica 6 settembre 2009

ZETA


Come tutti sappiamo il comportamento sociale assolutamente più importante è quello sessuale (eh,eh, eh). E' scontato (?) quali siano i motivi per ritenere tanto importante questo campo.
Perciò ho deciso di affrontare l'argomento in modo estremamente diretto e semplice.

Sia gli uomini di sesso maschile che le donne di sesso femminile subiscono un processo di gametogenesi. Poi ogni singolo cromosomo contenuto in ogni gamete maschile si appaia con ogni singolo cromosomo contenuto in ogni gamete femminile.
Praticamente la scienza del comportamento umano salta a piè pari i preliminari e non solo! Infatti quà siamo già nella fase della fecondazione.

E i preliminari? e lo sgnaccolio? le molle arrugginite dei materassi ortopedici? E la pulizia interdentale effettuata con strumenti non idonei e nemmeno certificati?
E il petto gonfio del Tacchino? e la delusione della Gallina? Certo che un tacchino e una gallina... va be, ora mi sono perso, torniamo a noi: dicevo che dopo che i gameti (o giù, ve lo dico: sono lo sperma maschile e l'ovulo femminile, praticamente vien fuori un uovo al tegamino) si sono uniti c'è un cromosoma che decide il sesso del povero cristo che verrà alla luce (se non ci sono problemi tecnici all'ospedale). Ci sono due tipi di cromosomi sessuali: i cromosomi X e i cromosomi Y.
Le donne hanno all'interno del proprio gamete sempre due cromosomi X, noi - eterni indecisi - uno X e un altro Y. Dunque quando si arriva alla fase dell'eiaculazione (beati loro!) si scatena una corsa spasmodica per l'acalappiamento del cromosoma X della donna, che ripeto può essere solo e soltanto X. Se la gara la vince il cromosoma maschio X viene fuori un bel pareggione e la vostra prole nascerà con il Tesoro dell'Isola. Se invece trionfa il cromosoma Y (ma è dura) la vostra prole nascerà con le noci brasiliane. Questo sempre che l'eiaculazione non avvenga invece davanti ad un film hard e voi siate da soli: in questo caso o X o Y, manca proprio l'asse delle coordinate. Ma insomma! X, Y, XX, XY, YX: che casino! secondo me ogni tanto succede anche qualche mutazione strana, cioè... voglio dire... nzomma.... Oh! io vorrei vedere per benino che succede in quell'ovulo perchè le donne sono notoriamente ingorde e ci sta che qualche volta il povero Y si trovi davanti a due o tre X, tripo X, un segno una garanzia. E allora che fa? Esce un attimo fuori dall'habitat e chiama qualche amico ritardatario: "Silvano, Beppe, PierSilvio! venite a darmi una mano! bada che lavoro. Aspetta, ci ho ripensato: PierSilvio, te no! fuori, un tu mi garbi tanto. Te!, si Te!, gnamo! vieni dentro (ops..., non volevo). Insomma un gran casino! un lavoro, un via vai di X e Y così confuso che alla fine è scontato che venga fuori anche qualche Z.

domenica 23 agosto 2009

CERVELLO e FEGATELLO

Bisogna avere fegato e cervello. Credevo fosse un modo di dire di quei tipi d'avventura del cinematografo ed invece, minchia, mi ritrovo a leggere che il fegatello è molto più vicino al cervello di quanto lo sia al pisello. Eppure da un punto di vista spaziale non dovrebbe essere così!. Il fegato invece è responsabile di tenere le scorte d'energia per il cervello: ecco perchè ho sempre il fegato grosso e sono così poco intelligente! Ed ecco perchè non mi funziona tanto bene il pisello!

Seri: mi siedo a tavola ed il menù grida: spaghetti con olio d'oliva, fesa di tacchino al limone e, per chiudere, Tiramisù! Tradotto in sostanze nutritive: Carboidrati e grassi, proteine, di nuovo grassi (abbondanti). Vediamo come il nostro metabolismo utilzza questo pranzo: l'olio d'oliva ed il tiramisù vanno a finire diretti diretti nelle stupende cellule adipose; infatti i lipidi di questi alimenti si trasformano chimicamente in trigliceridi e infine, aumentando di volume, in panzetta. Le proteine del tacchino si scindono in aminoaicidi da utilizzare per il mantenimento della muscolatura e per la sintesi proteica. I carboidrati degli spaghetti danno il carburante da utilizzare per il movimento, per tenere costante la temperatura corporea e per tenere costante, tra le altre cose, il livello di glicogeno nel fegato. Il glicogeno è un carboidrato complesso e insolubile che serve da riserva di energia quando l'apparato digerente è vuoto. Esso si ricrea attraverso l'assorbimento del glucosio dagli alimenti e l'utilizzo di insulina, che è un ormone pancreatitico. Il glicogeno verrà utilizzato quando l'intestino è vuoto, come ad esempio puo' succedere al mattino (ma io alle tre faccio spuntino con pane e nutella). E' importante perchè tale riserva (circa 300 calorie) viene dedicata immediatamente per rifornire di energia il sistema nervoso centrale: perciò il fegatello va a braccetto col cervello. Se poi tu insisti a non mangiare il corpo inizierà ad utilizzare, attraverso un complesso processo chimico, il lardello. Ma quando mai succede? A pancia piena invece il livello di glicogeno può essere in eccesso. Ecco allora che entra in scena l'antagonista dell'insulina, un altro ormone pancreatitico, che si chiama GLAUCONE, immagino ben dotato, che scinde la molecola di glicogeno in glucosio, rilasciandolo.
Tutto questo per dire che sicuramente è prioritario il nutrimento del sistema nervoso centrale e di conseguenza il buon funzionamento di tutte quelle attività che a noi interessano particolarmente.
Riflettendo bene sulla mia dieta sono riuscito ad arrivare a delle conclusioni organiche:
il mio fegato si dovrebbe incazzare, perchè è continuamente assalito da fiumi di glucosio;
il mio pancreas dovrebbe dedicare molto del suo tempo a secernere GLAUCONE piuttosto che insulina: non credo che le mie riserve a breve termine di glicogeno possano soffire!
Le mie cosciotte dovrebbero sempre essere ben rifornite ma soprautto la mia riserva lipidica, triglicerica, adiposo-tartarugosa, panzettosa e manigliosa, mi garantisce di essere garantito, in caso di guerra chimica o di voci incontrollate su virus suini o aviari, di passare un mesetto tranquillamente in autogestione. Certo, è vero anche che mi verrebbe una gran fame!

sabato 25 luglio 2009

BIBLIOTERAPIA ORMONALE

Di recente mi è capitato di leggere qualcosa di interessante su un nuovo modo di affrontare stati di disagio psicologico come l'ansia, la depressione, la paura sociale: la biblioterapia. Molto semplicemente questa terapia basa la propria efficacia sulla forza concentrativa, su un processo di autoaiuto che ha per fine quello di aumentare la dose di autoconsapevolezza del soggetto in cura.
Sopratutto gli psicologi ad indirizzo cognitivo comportamentale hanno preferenza per sistemi del genere, dove il paziente ha come vera e propria cura la lettura di libri che il medico sapientemente "prescrive". E' davvero un argomento interessante e che sarebbe opportuno approfondire seriamente, ma prima di continuare vorrei soffermarmi sulle letture del sottoscritto. Quelle che mi hanno formato dalla nascita fino ai trent'anni:

- Topolino (ma mi piaceva Paperino, lo sfigato di tutti i fumetti)
- L'Uomo Ragno, Hulk, I Fantastici Quattro, Thor, Capitan America, Iron Man, Superman etc. etc. etc..
- I promessi sposi di Alessandro Manzoni
- Lando, Jacula, il Tromba, Strega Stregonza
- La Metamorfosi di Kafka
- Il Guerin Sportivo
- Siddharta
- Favole al telefono di Gianni Rodari
- Emanuelle di Emanuelle Arsan
- Quattroruote
- Histoire d’O di Pauline Réage
- Novella 2000, Eva 3000
- Duel
- Le Ore, Playman etc.. etc..
- Tv Sorrisi e Canzoni
- Delitto e castigo di Fedor Nikolaevic Dostoevskij

Insomma, la mia adolescenza più che alla formazione l'ho passata dietro alla masturbazione. Per fortuna non ho aggregato pensieri così nocivi da portarmi a malattie mentali gravi o insane. Tanto spreco, quello sì. Poi tutto si è inflazionato e tutto si è fatto così facile. Il passare degli anni mi ha portato alla perdizione:

- Mani di fata
- Guerra e Pace di Tolstoj
- Astrolei
- Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati
- Confidenze
- Micromega
- Chi
- Sale e Pepe
- Tutto Maigret di Simenon
- Case e Country
- Rivista di pastorale liturgica
- La Pimpa
- Niente di nuovo sul fronte occidentale di Remarque
- La Vallata di Nando Vitali
- Famiglia Cristiana
- Focus
- Uniformi e armi
- Il galateo di Giovanni della Casa
- Millionaire
- Office
- Tutti i santi giorni di Michele Serra
- Internazionale
- Il Guerin Sportivo

Mi chiedo cosa potrebbe fare il mio psicoterapeuta per aiutarmi. Probabilmente vedendo il cumulo di riviste eterogenee che tengo sulla scrivania, di mattoni, di gialli, di poesie... probabilmente per togliermi di torno mi allungherebbe il tomo delle pagine bianche... e pure di quelle gialle, va!!!

domenica 5 luglio 2009

IL NEURONE SEMBRA IL MIO PAESINO PIENO DI SENSI UNICI

Ora io mi dovrei avventurare nella descrizione della struttura interna del neurone, ma siccome sarebbe già complicato e sopratutto noioso, sto solo a dire che ci sono tutta una serie di organelli che eseguono diligentemente il proprio compito: Il citoplasma, il DNA che compone i cromosomi; i geni che sono l'unità funzionale del cromosoma, il nucleolo, i rimbosomi, gli enzimi, i mitocondri, i reticoli endoplasmatici etc. etc. ec.. Stare a spiegare ogni singolo componente sarebbe in questo momento una rottura ovoidale sia per me che per voi. Elenchiamo molto semplicemente alcune funzioni importanti nella vita quotidiana di un neurone: c'è la sintesi della proteine (mentre io invece perdo tempo a leggere Vanity Fair sul cesso), la trasformazione in energia delle sostanze nutritive trasmesse (che potrei metaforicamente accostare all'attività che svolgo leggendo Vanity Fair), il trasporto di sostanze attraverso l'assone (che avviene quando giro pagina e che ha una durata prevista indicata in fondo all'articolo). Si può bensì concludere quale importanza abbia Vanity Fair nello sviluppo di idee consone. Infatti durante l'età prenatale se ne consiglia la lettura alle future mamme (sopratutto l'oroscopo). Sul serio: responsabile della trasformazione delle sostanze nutritive in energia è il mitocondrio. La molecola rilasciata dal mitocondrio è l'adenosin trifosfato (ATP, che io conoscevo come Association Tennis Player). Ora un pettegolezzo: le sostanze nutritive trasportate lungo l'assone (che ricordo è il tubo che sta tra il nucleo della cellula e i loro "piselli", le terminazioni nervose) possono andare in direzione opposte: dal corpo cellulare verso i bottoni terminali o inversamente. Le proteine responsabili di quest'azione sono rispettivamente la chinesina e la dineina. Ora, sembra che le due molecole siano propense alla chiacchiera e che se per caso si incrociano nei loro viaggi si mettono a sparlare: la dineina guarda un po' dall'alto in basso la chinesina, forse perchè è un po' razzista, ma le confida sempre delle difficoltà sessuali dei ribosomi. La chinesina non si esprime tanto bene ma è noto che abbia in antipatia i geni, per invidia. Vi prego di tenere conto che quest'ultima parte è realmente una grandissima stronzata, mi raccomando non andate a giro a fare i sapientoni e a pontificare, è la volta buona che a cena vi trovate di fronte, fra i conoscenti, uno studioso di fisiologia del comportamento. Un accenno a parte per l'acido desossiribonucleico, che sarebbe il DNA, perchè non me lo ricordo mai.

domenica 21 giugno 2009

LO SCIOPERO DEI NEURONI

Mi sa che stavolta vado davvero a buttarmi in un carpineto. Fare dell'ironia sulla composizione di un neurone e sul suo funzionamento non penso dia spazio a grandi possibilità, ma che ci posso fare, bisogna masticare anche duro, no?
Allora. I neuroni sono quelle cellule che sono responsabili del nostro comportamento: in definitiva ne esistono di 3 tipi: quelle sensoriali, che trasmettono le informazioni relative all'ambiente esterno; gli interneuroni, che sono localizzati all'interno del sistema nervoso centrale e i motoneuroni, quelli che controllano la contrazione d'un muscolo o la secrezione di una ghiandola.
Già il fatto che non si conosca bene il numero di neuroni che ognuno di noi possiede la dice lunga sulla conoscenza che abbiamo dell'argomento. Dicono, sembra, fra 100 e i 1000 miliardi. Forse, può darsi, potrebbe essere. Ma siamo certi? io conosco tipi che sicuramente hanno risparmiato e che al massimo potranno contarne un paio: gli manca sicuramente l'interneurone, quello che di fatto elabora. Dice: facile fare l'intelligentone e il sarcastico con i neuroni degli altri, guardassi un po' anche a te stesso! Infatti va detto che, a parte quelli sensoriali, i neuroni che largheggiano nel mio sistema nervoso centrale e periferico devono avere origini napoletane, sono sempre stanchi e non ne vogliono sapere di darsi una mossa. Comunque, tornando a parlare seriamente, ogni neurone riceve informazioni da altri neuroni e ne trasmette a sua volta. Gli organi adibiti alla ricezione possono essere la soma (che è il corpo cellulare del neurone) o il dendrite (una specie di diramazione ad albero della soma); quelli adibiti alla trasmissione sono chiamati bottoni terminali. Nel mezzo ci sta l'assone che è una specie di canale che trasporta l'informazione dagli organi riceventi a quelli trasmittenti. Insomma i neuroni sono uniti fra se come da un grande trenino dell'amore dove i bottoni terminali si appiccicano alla soma o a i dendriti d'altri neuroni e così via... Questa è un po' la situazione standard, evitando di descrivere connessioni diverse ma meno comuni. La cosa interessante è che quando il bottone terminale s'aggancia al neurone "amante", quando cioè crea una sinapsi, viene prodotta una sostanza chimica, chiamata neurotrasmettitore, che è inibitoria o eccitante. Ecco, io ho dei problemi lì, in quella fase: i miei neuroni scazzano, certe volte spruzzano quantità abnormi, altre volte proprio non ne vogliono sapere; sono volubili, incostanti e ogni tanto si rivolgono anche alle associazioni sindacali. E pretendono pure. Finora gli ho sempre dato massima libertà ma ora m'hanno rotto i covoni, ora bisogna che ci ragioni. Allora, caro neurone si distenda sul lettino........

venerdì 12 giugno 2009

L'INCONSCIENZA E' COME UN PROFILATTICO RITARDANTE (ANZI, MOLTO MEGLIO. CREDO)

Io mi domando. Già con questa affermazione potrei avere definito una prima evoluzione della coscienza. Eh sì, perchè il fatto di dialolgare con sè stessi ed elaborare pensieri consapevoli è certo un passo successivo alla primitiva capacità di comunicare verbalmente con gli altri. Comunemente però la coscienza è avvertita come una caratteristica umana lontana dal nostro portamento fisico; nel senso che l'idea di coscienza non c'entra molto con un polpaccio o con le ascelle. Ma fenomeni come quello del "cervello diviso" mi fanno pensare che la distanza fra queste componenti non sia così lontana. Infatti per cercare di curare certe forme di epilessia gravi alcuni neurochirurghi sono arrivati a sezionare, cioè a disconnettere, il lato destro del cervello da quello sinistro. Come? incidendo con un bisturi il corpo calloso (che a me ricorda il lesso), responsabile di trasferire le informazioni fra i due emisferi celebrali. Ora, una volta eseguita questo tipo di operazione ci si è accorti che solo il lato sinistro ha capacità di risposta verbali e che solo quella parte sembra capace di prendere coscienza degli stimoli esterni. Ricordo inoltre che ogni globo del cervello controlla la parte opposta. Ci si è trovati di fronte a fenomeni curiosi. Per essere più chiari: se io faccio una domanda nell'orecchio destro (controllato dalla parte sinistra del cervello) d'un paziente con il cervello diviso, egli non avrà problemi a rispondere, dando atto di aver preso coscienza della domanda fattagli. Ma la parte destra, una volta divisa, ha invece reazioni perlomeno strane, sembra avere una mente propria. Ad esempio alcuni pazienti hanno testimoniato che leggendo anche con interesse un libro si sono trovati a posarlo con la mano sinistra: evidentemente la parte destra del loro cervello lo trovava noioso!Un'eccezione alla regola del trasferimento incrociato è relativa all'olfatto. Se un profumo od un odore viene posto alla narice destra del naso raggiunge la parte destra del cervello. L'esperimento che più mi ha impressionato è quello in cui ad un uomo con il cervello diviso è stato fatto odorare un fiore dalla narice destra. Egli ha affermato di non sentire nessun profumo ma quando gli è stato detto di scegliere un oggetto tra tre a lui non visibili, con la mano sinistra egli ha scelto proprio un fiore! Incredibile. Chimica?
Concludo solo con una mia curiosità: chissà a quale parte del cervello arriva lo stimolo sessuale; magari persone con il cervello diviso che ricevono informazioni osè al lato destro del cervello si ritrovano con l'alzabandiera senza capire il perchè! Ma come fanno a raggiungere l'orgasmo? Vabbè, complessivamente meglio gli psicofarmaci... almeno la consapevolezza rimane.

domenica 31 maggio 2009

MONISMO

Mente e corpo. Due cose distinte o solo un'unica entità? Questo punto di vista ha diviso filosofi e scienziati per secoli fra dualisti (che sostengono la prima tesi) e monisti (che invece affermano che ogni nostra azione è funzione unica del corpo).
Bene. Apprendo che l'approccio degli psicofisiologi è già da anni decisamente teso verso soluzioni di tipo monistico e pratico. Dunque chi studia in modo analtico il sistema nervoso centrale e tutte le funzionalità del nostro corpo non ha fondamentalmente una gran passione per la teologia e per la spiritualità tibetana. Ho come l'impressione di sentirmi un pezzo di manzo, che ne sò, dello scannello e che anzichè avere un fine d'allevamento (ma pensandoci bene non è detto che non sia nemmeno così) l'avrò come ottimo concime naturale. E' la prospettiva che non m'aggrada, non tanto la sostanza del fatto. Purtroppo non potrò togliermi la curiosità di vedere la faccia dell'Einstein di turno che, dopo aver capito l'intera funzionalità del nostro sistema centrale - e di fatto dando una risposta definitiva - dovrà pure esclamare: "Cazzo, e ora?"