lunedì 5 aprile 2010
domenica 4 aprile 2010
ZITTO

Zitto. Fermo. Solo i miei occhi hanno mobilità: c'è del wishky dentro ad un bicchiere da grappa. Torba e iodio. La bottiglia se ne sta seduta sulle assi del mio tavolino da fumo, francese mi dicono. Sarebbe il momento giusto per tirarsi su una sigaretta o, ancora meglio, un Montecristo. Ma, sfortunatamente, non ho mai amato il fumo, e non ho potuto godere dell'estetica di certe pose.
Zitto, fortunatamente me ne sto zitto.
C'è un bambino nel mio immaginario. Disperato, sporco e solo. Lo abbraccio, lo stringo, lo calmo.
Lo amo.
Niente di più.
Fuori la notte mi invita ad uscire, ma rimango immobile.
Strano, stasera vorrei passeggiare fra i neon lampeggianti di una metropoli. Giapponese, magari.
Non c'è cosa bella come il tremore luminescente dell'asfalto, bagnato e nero.
C'è un vecchio su una sedia a rotelle. Aspetta una carezza.
Gli leggo una poesia, uno dei pochi validi motivi per ascoltare ancora una volta la mia voce. Torno zitto e mi godo il respiro lungo che quest'uomo mi vuole regalare.
Continuo a guardare questo film, da solo.
Zitto, per fortuna.
UFFICIO POSTALE

- Se non sai per quale fila prendere il biglietto, prendili tutti.
- Mentre aspetti fatti un giro, a seconda di quanta gente hai davanti: 20 persone, un caffè; 60 persone, la spesa; oltre 100, domani svegliati prima
- In fila gli argomenti di conversazione sono il tempo, il traffico e il "perchè con questa folla tengono aperti solo due sportelli"
- Perdere una mattina per ritirare una raccomandata è seccante, scoprire che è una multa è devastante
- Il modo migliore per mandare un pacco negli Stati Uniti è portarlo di persona: arriva prima e costa meno.
sabato 3 aprile 2010
LA PIOGGIA E IL BEL TEMPO DI JACQUES PREVERT

Quella di Prévert è stata, ed è ancora, la parola astuta e accattivante, sciolta, estrosa, un po' ribelle; colorita, distratta, ironica, sprecata. La parola che la gente aspetta, senza saperlo con chiarezza, di ascoltare. Ma per arrivare a pronunciarla occorre un talento speciale, un dono, una particolare forma di saggezza elementare che resiste alla base. Anche questa raccolta, uscita nel 1955, conferma la durata del consenso riscosso da Prévert, ormai assurto a classico del nostro tempo.
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